Giulio Zappata
Chi sono e cosa faccio
Il mondo del mio lavoro è principalmente il Motorsport (ma non solo), in tutte le sue discipline. Ho collaborato con vari team nel Campionato Italiano Gran Turismo quali Nova Race, HC Racing Division, AF Corse. Ho scattato anche in Formula 4, TCR ed Euronascar. Quello su cui baso il mio lavoro è cogliere attimi, particolari, scene spontanee ed imprevedibili, che spesso passano inosservate. Azione, momenti fugaci, espressività, velocità.
Un tuffo nel passato
Ford GT40 Mk.I
Ford GT40 Mk.I originale, spinta dal potente propulsore Ford small block 289 da 380 cavalli. Auto spettacolare, sorprendentemente piccola e compatta.Cliccando il link a fondo pagina è possibile vedere il video del ruggente motore all'azione.
(Clicca sulle foto per la descrizione di esse)
Il video
Arturo Merzario
Domenica 20 luglio 2025, all’autodromo di Vallelunga a Campagnano di Roma, in occasione del Campionato di Velocità Auto Storiche, ho avuto il grande piacere di trascorrere un pomeriggio in compagnia del grandissimo Arturo Merzario. Un pilota che ha scritto pagine indimenticabili della storia dell’automobilismo.
Non solo per i suoi titoli e per essere stato tra i più veloci e vittoriosi piloti delle vetture sport-prototipi della sua generazione, ma anche per un gesto eroico che lo rese leggenda. Ovvero quando nel 1976 salvò la vita a Niki Lauda nel terribile incidente del gran premio di Germania di Formula 1 sul tracciato del Nürburgring.Trascinò di peso Lauda fuori dalla sua vettura contorta, squarciata e avvolta dalle fiamme, dentro il quale Niki rimase per oltre un minuto senza il casco, che volò via per l'impatto con il terrapieno. Lauda respirò una miscela di gas tossici combusti quali magnesio, berillio ecc. che gli causarono gravissime ustioni ai polmoni.Una volta fuori, non respirava, era nero come un tizzone di carbone, l'urto violentissimo proiettò via il casco che gli strappò addirittura un'orecchio. Fu un massaggio cardiaco effettuato da Arturo Merzario a fargli guadagnare quei miseri minuti preziosi prima dell'arrivo dell'ambulanza. Gesto che lo consacrò uno dei grandi protagonisti della sua epoca.È bene precisare che negli anni 70 era tutto meno immediato, soprattutto la prontezza dei soccorsi. Al momento dell'incidente, Niki fu dato già per morto, ed Enzo Ferrari in persona ancor prima che Lauda arrivasse in ospedale aveva già nominato un sostituto per la squadra. Ricevette addirittura l'estrema unzione tale era la sua condizione.Di certo nessuno si aspettava che di lì a quaranta giorni scarsi Niki sarebbe tornato a correre con la testa fasciata di garze sanguinanti, stordito e mezzo cieco, pur di riguadagnare le gare perse nel periodo di convalescenza.Sei settimane dopo l'incidente Lauda regalò ad Arturo un Rolex d'oro, eppure ciò non migliorò molto il rapporto nonostante l'eroico gesto compiuto. Nei box passavano uno accanto all'altro a malapena guardandosi negli occhi. Rimasero amici-nemici per molto tempo. Finché trent'anni dopo (aneddoto raccontatomi da Arturo in persona) si riappacificarono grazie all'intervento di Bernie Ecclestone (grandissimo protagonista del mondo della F1) incontrandosi proprio alla curva del Bergwerk del Nürburgring dove Niki incidentò.
Arturo con grande spirito cinico, nascose dietro al guard rail della pista, proprio sul punto d'impatto, un orecchio finto, porgendolo a Lauda esclamando "Ho dimenticato di darti questo!" riferendosi alla menomazione subita trent'anni prima nell'incidente.Lascerò di seguito (a servizio di chi non conosce i fatti) foto originali dell'accaduto, più una clip tratta dal film RUSH (2014) che racconta proprio l'incidente di quel fausto giorno d'agosto.Più in fondo invece gli scatti da me realizzati Domenica 20 luglio.
FOTO ORIGINALI
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Le mie foto
Agile e scattante, carismatico e instancabile, alla veneranda età di 82 anni, si è lanciato all'azione dietro al volante della celebre De Tomaso Pantera Gr.5 Silhouette, affiancato da Maurizio Micangeli e Marco Micangeli, tra i massimi interpreti delle versioni Gr.4 e Gr.5 della Pantera, insieme a Carlo Pietromarchi.
Vettura che prese parte alla 24 Ore di Le Mans nel 1979, spinta dal possente Ford Boss 351.È stato un grande onore vederlo all'azione, ma ancor di più poterlo fotografare.
Una vita dietro al volante e mille storie da raccontare. Un vero squalo dell'automobilismo.Porterò con me un bellissimo ricordo di quella giornata negli anni a venire.
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